Facciamo confusione?

Geekissimo, un noto blog dedicato all’informatica e all’hi-tech, prende quella che potremmo definire una cantonata. Pubblica infatti un articolo dal titolo:

Steve Jobs “non interessato” alle radiazioni di iPhone?

L’articolo fa sapere che Steve Jobs in persona avrebbe rifiutato la pubblicazione sull’App Store di una applicazione che, stando agli autori, dovrebbe misurare il livello di radioattività emesso dai cellulari. Il tono dell’articolo è inequivocabile: Jobs rifiuta la pubblicazione per nascondere la pericolosità dell’iPhone.

E invece no. Lo ha fatto (se è vero) per evitare una clamorosa truffa. I telefoni cellulari infatti emettono onde radio, che sono ben diverse dalle radiazioni ionizzanti. Un programma che dovrebbe misurare (o stimare, come pare faccia in realtà, non avendo il telefono sensori opportuni) il livello di radiazioni da qualcosa che non le emette affatto è, e lo dico senza problemi, una truffa bella e buona. Non mi pare quindi strano che Tawkon sia stata rifiutata dall’App Store della Mela.

Se non ci credete, potete leggere quest’articolo su Torinoscienza.it o quest’altro di Wikipedia. Onde radio e radiazioni sono agli estremi opposti dello spettro elettromagnetico, ma questo dovrebbe saperlo chiunque abbia almeno finito le scuole superiori.

Telecom: meglio tardi che mai

Nell’ultimo post ho parlato delle prestazioni velocistiche della mia connessione Internet, lamentandomi che non fossero granchè. Effettivamente non lo erano, e la cosa è insolita. Allora ho contattato il mio provider chiedendo ai tecnici di fare una verifica.

Ebbene a quanto pare c’è stato un “disguido commerciale” per cui mi è stato attivato (anni fa) un contratto Internet inesistente, con dei parametri di connessione che Telecom non fornisce più. Mi sono infatti ricordato che quando feci l’ADSL con Telecom, mi attivarono per errore un abbonamento a consumo, con ben due bollette da 600 euro. Da lì hanno fatto casino, quindi mi so trovato con una connessione a 4mbit (pagando quella base da 7).

Insomma, ora hanno finalmente sistemato, e la connesione ora è questa:

Facciamo che non mi lamento 😀

Misurainternet..

Misurainternet è un servizio curato da AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che dovrebbe permettere di verificare l’effettiva velocità della connessione Internet fornita dai provider.

A quanto pare non bisogna fidarsi degli utenti (o meglio delle indicazioni dei router), si rischia che i provider debbano fornire i servizi promessi e non solo numeroni sulle brochure, all’AGCOM hanno pensato bene di pagare dei programmatori per scrivere un tool di misurazione della velocità di connessione.

Figo, direte voi, con un click posso controllare come va effettivamente la mia connessione e rivalermi sul provider se va male.. E invece no. Fare una applicazione online come quella di speedtest.net sarebbe stato troppo semplice e probabilmente non avrebbe dato da lavorare ad abbastanza persone all’AGCOM, quindi hanno realizzato un programma apposito, da installare in locale. E fin qui niente di strano, anzi. Il problema nasce quando questo coso dovete usarlo: occorre lasciare il computer acceso e connesso alla rete per 24 ore consecutive (non è manco detto che nelle 24 ore il test si concluda, stando alle FAQ) e l’aggeggio decide di sua sponte quando fare i test. La cosa buona è che il test ha valore legale per chiedere rimborsi o adeguamenti al provider. La cosa ridicola è che la procedura di test è talmente complessa da scoraggiare chiunque a portarla avanti. La cosa meno buona è che comunque il provider può pararsi il culo accampando scuse per lo scarso servizio (linea vecchia, ecc…) come già fa Telecom Italia nelle pagine sulle informazioni contrattuali.

Ora non so se tentare questa assurda prova (lasciando acceso un pc senza usare internet per almeno 24 ore) oppure semplicemente attaccarmi al 187 pretendendo una connessione a 7 mega e non a tre e mezzo.

Per inciso, Speedtest mi dà questo deludentissimo risultato: