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ryanpanos: Rooftop Racetrack: 1928 via Retronaut “The Lingotto building, Turin, Italy, once housed a  Fiat factory. Built between 1916 and 1923, the design had five floors, raw materials going in at the ground floor, and cars built on a line that went up through the building. Finished cars emerged at rooftop level, where there was a rooftop […]

Orbot su Android “stock”

Orbot è l’implementazione per Android del protocollo Tor, il software open source di crittografia.

Tor (sul sito ufficiale trovate una spiegazione dettagliata) consente di mantenere un certo livello di anonimato durante la navigazione ed è spesso usato in quei Paesi in cui la censura non permette un accesso trasparente ad Internet. Naturalmente si può anche usare in altre situazioni, dato che crittografa in modo relativamente sicuro le connessioni: non ho niente da nascondere, ma non vedo perché chiunque possa sapere cosa faccio online.

Orbot programma normalmente richiede i permessi di root per via delle modifiche che effettua alle connessioni di rete del cellulare, ma un articolo su reddit spiega come fare per utilizzarlo senza root, ma lo fa in modo un po’ macchinoso.

Vediamo se riesco a semplificare le cose:

Scaricate Orbot da Google Play, https://play.google.com/store/apps/details?id=org.torproject.android&hl=it ed installatelo come di norma, quindi fatelo partire e accettate le impostazioni standard del wizard di configurazione.

Una volta che Orbot è attivo e si è connesso alla rete Tor, è il momento di fare le modifiche alla configurazione del cellulare; le modifiche sono da fare sia per le connessioni wifi sia per quelle telefoniche, se si vuole usare Tor per connettersi in entrambe le situazioni. Attenzione, modificare le impostazioni in modo non corretto potrebbe rendere impossibile connettersi ad internet.

Iniziamo con la parte telefonica

Andate in Impostazioni > Altro… > Reti Mobili > Nomi punti d’accesso

Troverete la lista degli APN, selezionate quello attivo e modificatelo:

toccare Proxy (fatelo SOLAMENTE se la voce è inizialmente VUOTA) e inserite localhost

toccare Porta (fatelo SOLAMENTE se la voce è inizialmente VUOTA) e inserite 8118

Salvate la modifica alla configurazione dell’APN dal menù.

Passiamo ora al wifi

Andate in Impostazioni > WIFI e selezionate la rete wifi a cui vi collegate di solito, premendo a lungo. Dal menù toccate Modifica Rete.

Spuntate la casella “mostra opzioni avanzate”

Selezionate Impostazioni Proxy > Manuale

toccare Hostname Proxy (fatelo SOLAMENTE se la voce è inizialmente VUOTA) e inserite localhost

toccare Porta Proxy (fatelo SOLAMENTE se la voce è inizialmente VUOTA) e inserite 8118

Salvate la modifica.

A questo punto tornate a Orbot e toccate l’icona a forma di mappamondo, confermando che volete solo provare la connessione, che ora dovrebbe avvenire tramite Tor.

Ovviamente per riportare le configurazioni allo stato originario (e quindi collegarsi in modo diretto) basta cancellare localhost e 8118 dalle relative caselle.

 

Microsoft WebMatrix: come far funzionare (male) MySQL

Microsoft WebMatrix è un tool integrato di sviluppo web di Microsoft. Devo dire che quando l’ho visto sul sito mi sono incuriosito e ho pensato di provarlo: in pratica installa IIS e un altra quintalata di applicazioni server che permettono di sviluppare (con un editor, Expression Web, simile a VisualStudio) applicazioni web. La cosa interessante è che il tool fa da solo donwload e installazione dei file necessari a queste operazioni: in pratica è come avere WAMP (Windows, Apache, MySQL, PHP) preinstallato.

Ma ovviamente poteva Microsoft far le cose bene al primo colpo? Ovviamente no.

Installato e tutto dico: ok, proviamo ad installarci WordPress.

Proviamo, perché l’installazione si interrompe tentando di accedere a MySQL. Un rapido controllo in services.msc rivela che il servizio non si avvia correttamente con errore 1067. Son diventato scemo su Google finché non ho trovato questo post http://stackoverflow.com/questions/17464507/mysql-unable-to-start-service-in-my-localhost che spiega come controllare i file di log di MySQL. La soluzione, più o meno, sta lì. Quando il servizio si avvia cerca i file di log di InnoDB e non li trova.

Praticamente quei geni del male di Microsoft si sono dimenticati di fare una piccola correzione nel tool che genera i file di configurazione (MySQLInstanceConfig.exe).

Nel file my.ini, dove viene memorizzata la configurazione di MySQL, si scoprono due cosette:

#Path to installation directory. All paths are usually resolved relative to this.
basedir="C:/Program Files/MySQL/MySQL Server 5.1/"
#Path to the database root
datadir="C:/ProgramData/MySQL/MySQL Server 5.1/Data/"

E fin qua niente di strano, c’è da fare attenzione alla differenza tra Program Files e ProgramData, che è una cosa furba da parte di Microsoft, se solo fosse documentata; ed è proprio a quella differenza che va la colpa di tutto, infatti qualche riga più sotto nello stesso file:

#*** INNODB Specific options ***
innodb_data_home_dir="C:/Program Files/MySQL/MySQL Server 5.1/data/"

Si trova una stringa che punta in Program Files, dove non c’è assolutamente nulla. Per correggere basta modificare la riga in:

#*** INNODB Specific options ***
innodb_data_home_dir="C:/ProgramData/MySQL/MySQL Server 5.1/data/"

Grazie a Microsoft e Oracle per avermi fatto sprecare due ore di vita.