Idiozia sui social, consigli utili

fb-nolikeCapita spesso di trovare assurdità sui social network, altrettanto spesso vien voglia di ripubblicarle per mostrare a che livello di idiozia si è arrivati. Ma come farlo senza portare visite a chi le pubblica originariamente?

Semplicemente non usate il tasto condividi, né fate copiaincolla del link: in entrambi i modi le visite vengono registrate. Anche pagine tipo Donotlink o simili possono portare visite alle pagine a cui si riferiscono, perciò il modo migliore è catturare una schermata del contenuto e ripubblicare quella con un riferimento testuale alla pagina originale (come ad esempio il titolo).

Procedete così: fate una screencap, su Mac premete Mela+maiusc+4, circondare la parte da salvare col mouse e vi trovate un bel file PNG sulla scrivania, su Windows potete usare il programma chiamato Strumento di Cattura (già installato in windows 7 e 8). Fatta la screencap potete inserirla come Foto in un nuovo status. Attenzione a non linkare la pagina direttamente da nessuna parte, altrimenti ogni commento gli porta delle visite, più visite ha e più è difficile che venga eliminata.

Esistono anche siti che catalogano le pagine “congelandole”, ed anche questi sono piuttosto pratici, oltre al noto http://www.freezepage.com ci sono anche http://www.cachedpages.com/http://archive.is/

Secondo me è anche utile cominciare ad installare estensioni dei lbrowser tipo Adblock plus e Ghostery e impostarli nel modo più restrittivo possibile. Per costringere FB a cambiare policy basta colpirli sul portafogli.

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strakkah da bannah!!

Straker the banner!!

Dunque, siccome mi stavo annoiando ho pensato bene di farmi due risate leggendo tankerenemy e ovviamente NON sono rimasto deluso.

L’articolo di oggi spala merda su “Il verificatore” un programma di RAI 2 che dovrebbe illustrare le tecniche base del “fact checking”, parola inglese molto cool che potremmo tradurre con “riconoscere le bufale”.

tankerenemy

 

Sostanzialmente la verifica dei fatti e delle notizie, quello che i siti di informazione dovrebbero fare ma che troppo spesso non fanno, “tanto è su Internet”. Questa cosa ovviamente a Straker fa andare il sangue alla testa, dato che riduce il numero (che è fermo a 431) di potenziali membri del suo vomitato comitato.

Ma le risate non sono finite.

Infatti, oltre alla ormai nota (e sempre fonte di ilarità) pagina degli “aidentifaid” :p ovvero dei “debunker disinformatori stalker granduff. fidiputt.” il nostro straccer ha in serbo (o in croato, chissà) anche la “lista di proscrizione degli indrizzi IP”. Già. Accedendo da uno di questi, che non si capisce in base a quale logica siano stati selezionati, si arriva a una pagina come questa:

stop

 

La pagina invita a “verificare il proprio IP”, ovvero andare su http://en.utrace.de, un sito che fa geolocalizzazione degli IP (cosa possa “verificare” una cosa del genere lo sa solo il pelato sanremese). Fosse whois.domaintools.com capirei ma… non indaghiamo che è meglio che fa già abbastanza ridere così.

Come se gli “uffici ministeriali e governativi” non avessero modo di bypassare il ridicolo filtro. L’ho fatto io in un click (dato che come ormai fanno molti, uso Tor). Fatto sta che nella ban list di straccer c’è finita per qualche ragione mezza Tiscali, come piagnucolava lo stesso Straker su Facebook. Si quel social network in cui lui non avrebbe MAI e poi MAI fatto un profilo, come ci fa sempre notare Nico Murdock.

Gente noiosa

Purtroppo per me da un pò di tempo sono tornato a usare Facebook. E vabbè c’è gente simpatica con cui ho contatti solo tramite quel coso, peccato che mi debba sorbire anche la gente noiosa..

Gente noiosa che si divide in alcune categorie ben precise, a loro volta raggruppabili in macrogruppi, ne riporto alcuni, in un elenco non per nulla esaustivo, anzi se mi date dei suggerimenti li aggiungo volentieri:

Gli uffici stampa

Sono quelli che condividono ogni minima notizia trovano, generalmente con commento molto negativo. Poi non importa se la notizia è una bufala, loro la condividono “tanto che male fa, anche se non è vero nel caso particolare ci sarà qualche volta che è successo così”.

Gli sveglini

Sono quelli (di solito complottisti o semplicemente ignoranti come sanpietrini) che concludono ogni post, che può anche appartenere al gruppo precedente, con SVEGLIAAA11!!1!!1!!!!!11!1 o espressioni equivalenti.

I comparatori

Quelli che postano notizie, di solito inventate di sana pianta o con interpretazioni molto personali di statistiche esistenti, generalmente correlate da cose che vorrebbero essere infografiche e invece sono tabelle fatte col Paint) in cui si fa il confronto tra Italia e qualche altro Paese straniero, giusto per far capire che l’Italia fa schifo.

I colpevolisti

Ovvero quelli che hanno scelto una persona o una istituzione come “colpevole” e gli addossano la responsabilità di ogni nefandezza, dando a intendere che gli altri siano santi scesi in terra.

Gli urlatori

Quelli che iniziano o finiscono i post con VERGOGNA!!!!!1!!!!!11 BUFFONI!!1!!!!!1!!! o altre cose a scelta.

I grullini

Sono i fan di Beppe Grillo. Riescono incredibilmente a raggruppare le categorie precedenti in un unico, fastidiosissimo contenitore. Aggiungono a tutto la ridicola abitudine di scrivere “eh ma gli altri facevano peggio” quando gli si fa notare qualche cosa che non va nell’operato del loro beniamino.

I complottisti

Quelli per cui tutto dipende da qualche occulta macchinazione di misteriose organizzazioni supersegrete sovranazionali (e anche interplanetarie) che  hanno scoperto cercando su google. Anche questi raggruppano talvolta tutti i precedenti.

[Edit del 25/03]

Gli alternativi

Sono quelle persone che postano link con mirabolanti teorie o interpretazioni “alternative” delle cose ovvie, quasi sempre provenienti da siti spazzatura tipo “lo sai” o “segnidalcielo”, che so, l’auto ad aria, il moto perpetuo magnetico, il fatto che si possano usare soldi del Monopoli come soldi veri, l’ineleggibilità di Berlusconi… insomma queste cose qua. Poco importa che siano delle vaccate di dimensioni ciclopiche.

I finti curiosi

Quelli che postano domande cretine tipo “ma quelle scie degli aerei a me non sembrano normali, è vero?” di cui conoscono perfettamente la risposta. O meglio conoscono perfettamente la LORO risposta, che nel 99,9% dei casi è una boiata complottista. Uno ci si mette anche d’impegno a scrivere una risposta semplice, ma ovviamente è inutile, tempo due repliche e sono in pieno delirio complottista.

Gli smielati

Chi posta immagini che non c’entrano granché con le frasi fatti da Baci Perugina che seguono. Spesso le frasi sono attribuite all’autore sbagliato o inventate completamente. Sono per fortuna la categoria meno noiosa. Esiste però un’altra categoria simile a questa e  fastidiosissima:

I citazionisti

Ovvero quei noiosissimi e fastidiosissimi individui che pubblicano citazioni di frasi altrui, quasi sempre attribuite all’autore sbagliato, decontestualizzate e fuori luogo commentando “eh, eh, vedete???!?!!!!! L’ha detto pure Einstein!!!!!1!!!!!!!111 SVEGLIAAA!!1!!1!1!!!!!11!!!!!”. Il bello che il più delle volte, se non sempre, non hanno manco capito cosa stanno citando. Costoro possono racchiudere elementi di tutte le categorie elencate qui sopra.

E tutti gli anni… (mini-update 2)

Puntuali come le tasse, tornano all’attacco i complottardi dell’11 settembre. Non bastano le migliaia di pagine dei rapporti NIST, non basta il lavoro di centinaia di appassionati ed esperti, come quelli di undicisettembre.info oppure di www.debunking911.com non bastano le immagini che abbiamo visto tutti in diretta o le testimonianze di sopravvissuti e soccorritori.

No, tutto questo non basta, periodicamente continuano a saltar fuori le tesi di complotto, le demolizioni controllate, gli ologrammi degli aerei, l’inside job. Tutte cose  stronzate che dopo undici anni non hanno ancora uno straccio di prova a favore. Nemmeno mezza. E si continua, dopo undici anni, a leggere di “persone che vorrebbero una commissione di inchiesta indipendente” e non la organizzano. No, perchè i complottardi ragionano così: loro fanno le sparate, ed è tutto il resto del mondo a dover dimostrare che sono sparate. Naturalmente, qualora il resto del mondo ci riesca (cioè sempre), i complottardi saranno pronti a dire che “no, non è vero! Avete provato questo, invece noi intendevamo quest’altro”.

Tutto sto pippone introduttivo per parlarvi dello scocciatore di turno, che evidentemente si sentiva solo e ha scambiato il mio (peraltro praticamente inutilizzato) blog per il telefono amico del complottista.

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Straker annuncia querele

Straker, dopo aver scritto, e non una sola volta, di non avere Facebook perchè gli fa schifo ed anzi sostenendo che il profilo attribuito a lui sia un fake (poco probabile per motivi cronologici), usa l’odiato social network per una comunicazione ufficiale.

Anzi, fufficiale, conoscendo il tipo.

Comunque, bisogna far notare alcune cosette…

Anzitutto Straker sostiene che il blog strakerenemy sia di Paolo Attivissimo, quando in realtà il blog è di eSSSe, personaggio a cui lo stesso Straker ha attribuito, in tempi diversi, ben cinque identità differenti, tra cui quella del giornalista svizzero. Già, perchè ho già avuto modo di segnalare che il caro Rosarione si diletta a stilare personalissime liste di proscrizione (su cui son finito pure io), in cui associa ai blogger foto ed altri dati personali. Poco importa se secondo lui “si trovano facilmente su Internet”: non è la presenza di quei dati ad essere un problema quanto il fatto che le persone di cui son pubblicati vengono definite veri e propri terroristi.

Ma veniamo al punto: qui Straker parla di “violazione del diritto d’autore”. Bene. Allora forse è il caso che parliamo di QUESTE violazioni fatte da lui?

Esattamente 2 anni fa ho fatto notare (e altri “debunker” con me) questo delirante articolo pubblicato su tankerenemy sul quale campeggia una foto del Sassolungo, rubata, come spiego nell’articolo, da qui. In basso si legge nientepopodimeno che il nome dell’autore dell’immagine, a cui ho prontamente segnalato la cosa.  Ma non è finita… Poco sopra citavo le “liste di proscrizione“, in cui appaiono foto di persone, generalmente rubate da altri siti senza permesso, come ha fatto per la mia immagine presa dal sito di una Associazione di cui faccio parte. Ma non si limita a quello, frega anche le immagini (e le fotoritocca maldestramente) da siti più noti, come per esempio Linkedin. E poi ha il coraggio di tirare in ballo il diritto d’autore…

In ogni caso, mi sembra la famosa querela ad Attivissimo di Giulietto Chiesa, di cui lo stesso Attivissimo scrive sul suo blog, querela che non ha portato ovviamente a un bel nulla.

Beh staremo a vedere.

Nuovo hosting…

Post di servizio…

E doveva capitare prima o poi. Dal 2006 cliente di Dreamhost, oggi ho dovuto cambiare provider per via del costo, ormai decisamente elevato. Qui, su Site5 pago una quarantina di dollari all’anno di meno.

Per ora non ho di che lamentarmi del servizio, anche perchè alla fine ho su solo un paio di blog e un sito statico digiuno di visite. Prima o poi ci metterò i miei lavori di grafica e altre cosette.

Naturalmente, se questo provider qui non mi convincesse, sego tutto e passo a risorse solo free: tengo il dominio e uso l’ottimo wordpress.com come blog, le foto le lascio su Deviantart (anche se mi secca per via del fatto che possono disporre dei diritti sulle immagini) e su Picasa, e per esigenze di forum mi rivolgo ai numerosi servizi gratuiti.

O potrei decidere di farmi del male e tornare ad Aruba.

Purtroppo su questo hosting ho dovuto rinuciare ad un certo progettino 😉

Mail “a catena”: istruzioni per l’uso

Anzitutto: non mandatele. Anche se vi sembrano fondamentali, importantissime, questione di vita o di morte… Di solito non lo sono e nella maggior parte dei casi finiscono nello “spam” o “posta indesiderata”.

Ma, se proprio proprio non potete fare a meno di spedirle, sarebbe bene seguire alcune semplici regole di buona educazione:

Prima di tutto, cosa non fare:

  1. Usare la casella CC: e/o la casella A: per inserire gli indirizzi: in questo modo tutti i destinatari del messaggio vedranno a chi altro è stato mandato. Distribuire indirizzi mail senza permesso è considerato, o meglio dovrebbe essere considerato, piuttosto maleducato ed andrebbe evitato.
  2. Inviare il messaggio così com’è con tanto di lista degli indirizzi da cui vi è arrivato, lista che appare sempre quando non si applica la regola precedente.
  3. Inviare il messaggio senza controllare che non ce ne siano due o tre copie l’una sotto l’altra.
  4. Inviare messaggi con allegati pesanti: è vero che oggi come oggi gli allegati non sono più un grosso problema ma non dimenticate che c’è molta gente che legge la posta con gli smartphone e con piani tariffari non esattamente convenienti per grosse quantità di dati.

Di seguito, cosa fare:

  1. Utilizzare la casella CCN: per gli indirizzi (o BCC: se usate un programma in lingua inglese). Significa Copia Carbone Nascosta (Blind Carbon Copy). Il messaggio arriva lo stesso a tutti i destinatari, ma apparirà come se fosse inviato direttamente a lui e non a tutta la vostra rubrica degli indirizzi.
  2. Cancellare la lista degli indirizzi da cui proviene, e in generale gli indirizzi dei destinatari precedenti che possono apparire qua e là nel messaggio.
  3. Correggere il messaggio, eliminandone i doppioni: molti programmi inseriscono il testo del messaggio originale quando lo si inoltra sotto forma di “citazione” (il testo è preceduto da dei segni > o è colorato).
  4. Limitate la dimensione dell’allegato ad un massimo di 200 Kb, non di più.

Già che lo inviate, anzi PRIMA di farlo, potreste anche controllare che quello che c’è scritto nel messaggio (se è una notizia) sia vero: per fare ciò esistono diversi siti, primo fra tutti http://www.snopes.com. Ma potete anche usare Google, digitando direttamente le parti “importanti” del messaggio nella casella di ricerca e dando una scorsa (anche rapida eh..) ai risultati. In italiano c’è il “famoso” servizio Antibufala del giornalista Paolo Attivissimo, lo trovate su http://www.attivissimo.net

Ma perchè fare tutto ‘sto lavoro? Non inviate le catene e basta, lavorate meno voi, caricate meno internet di cose inutili e risparmiate un bel po’ di CO2