Samson SR850 Professional Studio Reference Headphone

Qualche tempo fa mi imbatto casualmente in un paio di post su Tumblr decisamente interessanti da questo blog http://ehomerecordingstudio.com/. In pratica si tratta di una guida che spiega passo passo come realizzare uno studio di mixaggio in casa e con (relativamente) poca spesa.

Insomma vedo casualmente l’articolo in cui elenca le cuffie da studio consigliate e salta fuori quella che nomino nel titolo. Tutte le recensioni sono unanimi nel definirla una delle migliori cuffie da studio in circolazione e dato che il costo è quantomeno abbordabile, circa 30 euro, e che le mie Sony dopo due anni di avanti-e-indietro casa ufficio in borsa hanno le imbottiture in pezzi, ho deciso di fare una prova.

Continua a leggere

Auricolare per cellulare Jabra Chill: minirecensione

Fonte: http://www.it.jabra.com/products/mobile_corded/jabra_chill/jabra_chill

Stufo degli auricolari in-ear che trasmettono le vibrazioni lungo il cavo, rendendoti impossibile ascoltarli in movimento, sono tornato a questi “vecchio stile”

Jabra è nota per gli ottimi prodotti telefonici: auricolari Bluetooth, vivavoce e da qualche tempo si è spostata anche verso una gamma di prodotti “musicali” come questi.
I Chill sono a filo con microfono e pulsante integrato sul cavo, con un sistema molto furbo per non farli sfilare dalle orecchie dell’utilizzatore. Questo sistema è quel piccolo “uncino” in gomma che vedete, mobile, che va posizionato trasversalmente nell’orecchio, appoggiandolo circa a metà del padiglione. E’ un ottimo sistema (non li uso per correre) e nell’uso normale è anche molto pratico. Non essendo in-ear, non  ci sono vibrazioni e rumori meccanici indesiderati e l’ascolto, specialmente della voce, è ottimo.

Sfortunatamente è SOLO l’ascolto della voce ad essere ottimo. La resa musicale è pessima, con un suono completamente sbilanciato sulle alte frequenze, pochissime medie e bassi totalmente assenti. Sto usando il ClearBass del mio Xperia M a piena potenza e nonostante quello i bassi continuano a non sentirli. Come auricolari telefonici sono spettacolari, mai sentita una qualità del genere anche come microfono, purtroppo (forse per via della forma e della mancanza di un condotto per il bass reflex) tutte le frequenze diverse da quelle del parlato semplicemente non si sentono.

Insomma se cercate degli auricolari per telefonare, comprateli. Circa 19 euro sono un OTTIMO prezzo. Se volete sentirci musica, comprate altro. Paradossalmente vanno meglio quelle in dotazione al telefono, che però, hanno una dimensione inadatta alle mie orecchie.

Moonscape in dirittura d’arrivo

Ho già parlato di questo interessantissimo progetto di documentario sulla missione Apollo 11 prodotto dall’eclettico Paolo Attivissimo alla nascita del medesimo. Paolo aveva chiesto, per coprire i costi della produzione, un contributo ai lettori dei suo blog e a chiunque fosse interessato alla cosa; io ho partecipato sia con una piccola donazione sia con il progetto grafico della locandina e del booklet del DVD.

Devo dire che sono molto contento che il progetto sia, finalmente, andato in porto. Lo annuncia lo stesso autore sul suo blog: http://attivissimo.blogspot.com/2011/12/i-primi-minuti-di-moonscape.html pubblicando su Vimeo una succosa anteprima del documentario. Vi rimando al blog per i dettagli tecnici, mentre qui sotto inserisco il video.

Mi pare un ottimo lavoro.

Dropbox: aggiornamento importante

Ormai da un anno utilizzo Dropbox, un comodo servizio di storage online (o meglio “in the cloud” come ora va di moda dire).

Installando un piccolo programma client, una cartella del vostro computer viene replicata su un server online (il servizio base è gratis, e dà 2 gb di spazio) e diventa possibile, in modo molto semplice, rendere visibile online il contenuto della stessa o un singolo file al suo interno. Vengono create automaticamente alcune sottocartelle che permettono di fare diverse cose in modo automatico: la cartella Public permette (con un click del tasto destro del mouse) di “pubblicare” online un file, fornendo un link che, cliccato lo fa aprire o scaricare. La cartella Photos invece crea delle gallerie di thumbnail delle foto al suo interno, anche queste raggiungibili online.
Ogni cartella può essere resa privata, pubblica o visibile solo ad altri utenti Dropbox. Avendo tre PC con tre diversi sistemi operativi ed un cellulare Android in giro per casa, questa cosa mi torna molto comoda e la uso tantissimo.

Rimando al sito ufficiale http://www.dropbox.com per una lista completa delle funzioni del programma, disponibile per Windows, Mac, Linux, Android, iOS e BlackBerry. Sempre sul sito potete trovare un wiki strapieno di trucchi ed una utile lista di programmi da accoppiare a Dropbox.

Ma veniamo al titolo dell’articolo: è uscito un importante aggiornamento di sicurezza per il client Dropbox (che stranamente non ha un controllo automatico sugli aggiornamenti), scaricabile dalla pagina di download del sito. Alcuni giorni fa è stato infatti scoperto un problema di sicurezza piuttosto serio, che sarebbe bene correggere al più presto.

Facciamo confusione?

Geekissimo, un noto blog dedicato all’informatica e all’hi-tech, prende quella che potremmo definire una cantonata. Pubblica infatti un articolo dal titolo:

Steve Jobs “non interessato” alle radiazioni di iPhone?

L’articolo fa sapere che Steve Jobs in persona avrebbe rifiutato la pubblicazione sull’App Store di una applicazione che, stando agli autori, dovrebbe misurare il livello di radioattività emesso dai cellulari. Il tono dell’articolo è inequivocabile: Jobs rifiuta la pubblicazione per nascondere la pericolosità dell’iPhone.

E invece no. Lo ha fatto (se è vero) per evitare una clamorosa truffa. I telefoni cellulari infatti emettono onde radio, che sono ben diverse dalle radiazioni ionizzanti. Un programma che dovrebbe misurare (o stimare, come pare faccia in realtà, non avendo il telefono sensori opportuni) il livello di radiazioni da qualcosa che non le emette affatto è, e lo dico senza problemi, una truffa bella e buona. Non mi pare quindi strano che Tawkon sia stata rifiutata dall’App Store della Mela.

Se non ci credete, potete leggere quest’articolo su Torinoscienza.it o quest’altro di Wikipedia. Onde radio e radiazioni sono agli estremi opposti dello spettro elettromagnetico, ma questo dovrebbe saperlo chiunque abbia almeno finito le scuole superiori.

Telecom: meglio tardi che mai

Nell’ultimo post ho parlato delle prestazioni velocistiche della mia connessione Internet, lamentandomi che non fossero granchè. Effettivamente non lo erano, e la cosa è insolita. Allora ho contattato il mio provider chiedendo ai tecnici di fare una verifica.

Ebbene a quanto pare c’è stato un “disguido commerciale” per cui mi è stato attivato (anni fa) un contratto Internet inesistente, con dei parametri di connessione che Telecom non fornisce più. Mi sono infatti ricordato che quando feci l’ADSL con Telecom, mi attivarono per errore un abbonamento a consumo, con ben due bollette da 600 euro. Da lì hanno fatto casino, quindi mi so trovato con una connessione a 4mbit (pagando quella base da 7).

Insomma, ora hanno finalmente sistemato, e la connesione ora è questa:

Facciamo che non mi lamento 😀

Misurainternet..

Misurainternet è un servizio curato da AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che dovrebbe permettere di verificare l’effettiva velocità della connessione Internet fornita dai provider.

A quanto pare non bisogna fidarsi degli utenti (o meglio delle indicazioni dei router), si rischia che i provider debbano fornire i servizi promessi e non solo numeroni sulle brochure, all’AGCOM hanno pensato bene di pagare dei programmatori per scrivere un tool di misurazione della velocità di connessione.

Figo, direte voi, con un click posso controllare come va effettivamente la mia connessione e rivalermi sul provider se va male.. E invece no. Fare una applicazione online come quella di speedtest.net sarebbe stato troppo semplice e probabilmente non avrebbe dato da lavorare ad abbastanza persone all’AGCOM, quindi hanno realizzato un programma apposito, da installare in locale. E fin qui niente di strano, anzi. Il problema nasce quando questo coso dovete usarlo: occorre lasciare il computer acceso e connesso alla rete per 24 ore consecutive (non è manco detto che nelle 24 ore il test si concluda, stando alle FAQ) e l’aggeggio decide di sua sponte quando fare i test. La cosa buona è che il test ha valore legale per chiedere rimborsi o adeguamenti al provider. La cosa ridicola è che la procedura di test è talmente complessa da scoraggiare chiunque a portarla avanti. La cosa meno buona è che comunque il provider può pararsi il culo accampando scuse per lo scarso servizio (linea vecchia, ecc…) come già fa Telecom Italia nelle pagine sulle informazioni contrattuali.

Ora non so se tentare questa assurda prova (lasciando acceso un pc senza usare internet per almeno 24 ore) oppure semplicemente attaccarmi al 187 pretendendo una connessione a 7 mega e non a tre e mezzo.

Per inciso, Speedtest mi dà questo deludentissimo risultato: