FUFfOlogia

 
Leggendo come di consueto il Disinformatico scopro che la trasmissione di RAI3 “Alle falde del Kilimangiaro” (para ponzi ponzi pò) parla di ufologia. O meglio, visto COME ne parla, parla di fuffologia..

Ospita infatti nientepopòdimeno che un astronauta della NASA, che partecipò alla missione Apollo 14, ovvero Edgar Mitchell, già noto per le sue sparate dichiarazioni su presunti complotti (di cui lui però riporta solo voci per sentito dire) dell’Esercito USA su contatti degli Stati Uniti con civiltà aliene. Trattandosi di un astronauta, verrebbe da dargli credito, in realtà a quanto pare Mitchell non fa altro che smentire e ridimensionare delle dichiarazioni che ha rilasciato in passato (nelle quali in effetti non ha mai tirato in ballo una singola prova per dimostrarle).

Nel resto del servizio un sedicente esperto, Pablo Ayo, commenta immagini strasbugiardate e note da anni come false attribuendole a veicoli alieni. L’unica cosa sensata di questa trasmissione sono stati i tentativi dello scienziato presente, l’astrofisico Roberto Dolcetta Capuzzo di riportare la discussione su binari più terreni ovvero in termini di prove e probabilità. Sfortunatamente i tentativi dell’astrofisico rimangono tali, con la Colò che pende letteralmente dalle labbra degli ALTRI ospiti. Finale in bellezza con la conduttrice “anche se ci vogliono secoli per arrivare qua da noi dalla stella più vicina, io ci credo”. Vi lascio scoprire il risultato del “sondaggio tra gli ascoltatori”.

L’audio del servizio è qui.

Se il player incorporato non funziona, potete scaricare l’audio in formato ogg.

>FUFfOlogia

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Leggendo come di consueto il Disinformatico scopro che la trasmissione di RAI3 “Alle falde del Kilimangiaro” (para ponzi ponzi pò) parla di ufologia. O meglio, visto COME ne parla, parla di fuffologia..

Ospita infatti nientepopòdimeno che un astronauta della NASA, che partecipò alla missione Apollo 14, ovvero Edgar Mitchell, già noto per le sue sparate dichiarazioni su presunti complotti (di cui lui però riporta solo voci per sentito dire) dell’Esercito USA su contatti degli Stati Uniti con civiltà aliene. Trattandosi di un astronauta, verrebbe da dargli credito, in realtà a quanto pare Mitchell non fa altro che smentire e ridimensionare delle dichiarazioni che ha rilasciato in passato (nelle quali in effetti non ha mai tirato in ballo una singola prova per dimostrarle). Nel resto del servizio un sedicente esperto, Pablo Ayo, commenta immagini strasbugiardate e note da anni come false attribuendole a veicoli alieni. L’unica cosa sensata di questa trasmissione sono stati i tentativi dello scienziato presente, l’astrofisico Roberto Dolcetta Capuzzo di riportare la discussione su binari più terreni ovvero in termini di prove e probabilità. Sfortunatamente i tentativi dell’astrofisico rimangono tali, con la Colò che pende letteralmente dalle labbra degli ALTRI ospiti. Finale in bellezza con la conduttrice “anche se ci vogliono secoli per arrivare qua da noi dalla stella più vicina, io ci credo”. Vi lascio scoprire il risultato del “sondaggio tra gli ascoltatori”. L’audio del servizio è qui. Se il player incorporato non funziona, potete scaricare l’audio in formato ogg.

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Ancora spam su Facebook. Stavolta a scatole cinesi.

Proviamo a fare un post di servizio, a quanto pare se non parlo di sciacomici non commenta nessuno 😀 Ma questo post non riguarda gli sciacomici, bersaglio facile, bensì è dedicato allo spam su Facebook.

Da un pò c’è un fastidioso fenomeno battezzato likejacking, ovvero il “dirottamento” dei click sul pulsante “mi piace”. In pratica i vostri contatti si troveranno sulla bacheca una notifica secondo la quale VOI avete cliccato “mi piace” su qualcosa.

Il “qualcosa” è solitamente un link  che punta ad un sito esterno a Facebook (quindi non potete usare gli strumenti del Social Network per segnalare l’abuso) e che sostanzialmente vorrebbe indurvi a comprare qualcosa.. Ultimamente ne ho visto uno, che parte da questa notifica

Bene, cliccandola vi trovate su http://uomoubriaco.info, che vi mostra  una pagina che è uno screen capture (quindi una riproduzione statica) di una pagina di Facebook. Prima cosa sbagliata, ovvero una bella violazione di copyright.

Clicca per ingrandire

Cliccando su “Play” non trovate il video, nonostante la scritta “Niente bufale”, ma trovate quest’altra pagina:

Che strano! Si tratta di un messaggio ingannevole che sbanfa sul fatto di “identificarsi”. Ora, uno dev’essere proprio sprovveduto per cliccare “prova a vincere un iPad”, la scritta dice Facebook vi chiede di intedificarvi e poi vi fa completare un QUIZ?  A nessuno viene in mente che sia una procedura quantomeno insolita?

Beh, supponiano di cascarci e andiamo a cliccare…

Oh! Un quiz con una domanda idiota. Clicchiamo una risposta qualsiasi, tanto tutta l’immagine è cliccabile e porta nello stesso posto, quindi arriviamo al fulcro della fregatura: un servizio in abbonamento per il cellulare!

Come vedete ci vuole una bella costanza per arrivarci, e dubito seriamente che l’utonto medio, quello che è in panico quando ha una finestra con OK, No e Annulla arrivi in fondo.. Comunque analizziamo un pò la fregatura..

http://uomoubriaco.info è ovviamente un dominio registrato: andiamo a dare un’occhiata sul solito http://www.domaintools.com e vediamo da chi:

Reverse Whois:
"Andrea Rossi" owns about 388 other domains
 [...] Domain ID:D35038535-LRMS Domain Name:UOMOUBRIACO.INFO Created On:15-Oct-2010 08:53:18 UTC Last Updated On:15-Oct-2010 08:53:20 UTC Expiration Date:15-Oct-2011 08:53:18 UTC Sponsoring Registrar:GoDaddy.com Inc. (R171-LRMS) Status:CLIENT DELETE PROHIBITED Status:CLIENT RENEW PROHIBITED Status:CLIENT TRANSFER PROHIBITED Status:CLIENT UPDATE PROHIBITED Status:TRANSFER PROHIBITED Registrant ID:CR64780195 Registrant Name:Andrea Rossi Registrant Organization: Registrant Street1:via scansanese 67 Registrant Street2: Registrant Street3: Registrant City:Grosseto Registrant State/Province:Grosseto Registrant Postal Code:58100 Registrant Country:IT Registrant Phone:+39.3387867012 Registrant Phone Ext.: Registrant FAX: Registrant FAX Ext.: Registrant Email:

Ok, abbiamo scoperto come si chiama chi ha registrato il sito, e pure che ne ha registrati col medesimo nome oltre 300. I casi sono due, o è un nome “di comodo”, dato che non vengono richiesti documenti per la registrazione dei domini .info, o per lavoro questo Andrea Rossi registra domini farlocchi per portare click (e gonzi) a questi siti-trappola per vendere servizi telefonici in abbonamento con avvertenze in carattere microscopico, come potete vedere dalla schermata catturata qui. Tra l’altro la prima delle tre pagine della sequenza imposta una serie di cookie apparentemente validi ma creati ad arte dallo script della pagina, probabilmente per far apparire selezionato “mi piace”.

Guardando il codice della pagina c’è un interessante commento: 

<!-- If you want to sell your pages contact victorialinn@live.com -->

Io suggerirei di iscrivere questo indirizzo mail a tutte le mailing list spazzatura che vi vengono in mente 😉

Da una breve ricerca Google viene fuori che questa mail è di uno/a spammer professionista, ci sono decine di messaggi di spam con dentro questo testo:

I am buy facebook fan pages with and without publishing rights, if you have any pages please contact me at victorialinn@live.com with the number of fans you have and your asking price.

Insomma siamo di fronte a un network di spam a livello industriale, direi, e non dell’iniziativa di uno sfigato. Noto rileggendo anche il grossolano errore di grammatica all’inizio, cosa che mi fa dubitare del fatto che chi vende le fan page vedrà il becco di un quattrino, ma tutto sommato ben gli sta.

Ah, dimenticavo di parlare del sito che ospita il “concorso per vincere l’iPad”, spiego nel seguito il perché delle virgolette: si tratta di una cosa gestita da Buongiorno S.p.A.

Le “righe piccole” specificano che in realtà NON vinci “direttamente” un iPad ma più generici “4 buoni acquisto”, intanto però lasciando il numero attivi anche un servizio dal costo di CINQUE EURO a settimana più il costo della connessione WAP, che comprende l’invio di un “quiz tematico” settimanale. Il SMS di disattivazione costa, se ho letto bene, 1 ulteriore euro. Ovviamente non possiamo sicuramente parlare di truffa, dato che, volendo, coi buoni acquisto l’iPad uno se lo può comprare e le condizioni del “concorso” sono scritte.

Però non mi sembra molto trasparente la cosa. D’accordo che prima di sottoscrivere un contratto lo devo leggere ma… Questo ha l’aria di tutto tranne che di un contratto.

>Ancora spam su Facebook. Stavolta a scatole cinesi.

>Proviamo a fare un post di servizio, a quanto pare se non parlo di sciacomici non commenta nessuno 😀 Ma questo post non riguarda gli sciacomici, bersaglio facile, bensì è dedicato allo spam su Facebook. Da un pò c’è un fastidioso fenomeno battezzato likejacking, ovvero il “dirottamento” dei click sul pulsante “mi piace”. In pratica i vostri contatti si troveranno sulla bacheca una notifica secondo la quale VOI avete cliccato “mi piace” su qualcosa. Il “qualcosa” è solitamente un link  che punta ad un sito esterno a Facebook (quindi non potete usare gli strumenti del Social Network per segnalare l’abuso) e che sostanzialmente vorrebbe indurvi a comprare qualcosa.. Ultimamente ne ho visto uno, che parte da questa notifica Bene, cliccandola vi trovate su http://uomoubriaco.info, che vi mostra  una pagina che è uno screen capture (quindi una riproduzione statica) di una pagina di Facebook. Prima cosa sbagliata, ovvero una bella violazione di copyright. Clicca per ingrandire Cliccando su “Play” non trovate il video, nonostante la scritta “Niente bufale”, ma trovate quest’altra pagina: Che strano! Si tratta di un messaggio ingannevole che sbanfa sul fatto di “identificarsi”. Ora, uno dev’essere proprio sprovveduto per cliccare “prova a vincere un iPad”, la scritta dice Facebook vi chiede di intedificarvi e poi vi fa completare un QUIZ?  A nessuno viene in mente che sia una procedura quantomeno insolita? Beh, supponiano di cascarci e andiamo a cliccare… Oh! Un quiz con una domanda idiota. Clicchiamo una risposta qualsiasi, tanto tutta l’immagine è cliccabile e porta nello stesso posto, quindi arriviamo al fulcro della fregatura: un servizio in abbonamento per il cellulare! Come vedete ci vuole una bella costanza per arrivarci, e dubito seriamente che l’utonto medio, quello che è in panico quando ha una finestra con OK, No e Annulla arrivi in fondo.. Comunque analizziamo un pò la fregatura.. http://uomoubriaco.info è ovviamente un dominio registrato: andiamo a dare un’occhiata sul solito http://www.domaintools.com e vediamo da chi:

 
Reverse Whois:
"Andrea Rossi" owns about 388 other domains
 [...] Domain ID:D35038535-LRMS Domain Name:UOMOUBRIACO.INFO Created On:15-Oct-2010 08:53:18 UTC Last Updated On:15-Oct-2010 08:53:20 UTC Expiration Date:15-Oct-2011 08:53:18 UTC Sponsoring Registrar:GoDaddy.com Inc. (R171-LRMS) Status:CLIENT DELETE PROHIBITED Status:CLIENT RENEW PROHIBITED Status:CLIENT TRANSFER PROHIBITED Status:CLIENT UPDATE PROHIBITED Status:TRANSFER PROHIBITED Registrant ID:CR64780195 Registrant Name:Andrea Rossi Registrant Organization: Registrant Street1:via scansanese 67 Registrant Street2: Registrant Street3: Registrant City:Grosseto Registrant State/Province:Grosseto Registrant Postal Code:58100 Registrant Country:IT Registrant Phone:+39.3387867012 Registrant Phone Ext.: Registrant FAX: Registrant FAX Ext.: Registrant Email:

Ok, abbiamo scoperto come si chiama chi ha registrato il sito, e pure che ne ha registrati col medesimo nome oltre 300. I casi sono due, o è un nome “di comodo”, dato che non vengono richiesti documenti per la registrazione dei domini .info, o per lavoro questo Andrea Rossi registra domini farlocchi per portare click (e gonzi) a questi siti-trappola per vendere servizi telefonici in abbonamento con avvertenze in carattere microscopico, come potete vedere dalla schermata catturata qui. Tra l’altro la prima delle tre pagine della sequenza imposta una serie di cookie apparentemente validi ma creati ad arte dallo script della pagina, probabilmente per far apparire selezionato “mi piace”. Guardando il codice della pagina c’è un interessante commento: 

<!-- If you want to sell your pages contact victorialinn@live.com -->

Io suggerirei di iscrivere questo indirizzo mail a tutte le mailing list spazzatura che vi vengono in mente 😉 Da una breve ricerca Google viene fuori che questa mail è di uno/a spammer professionista, ci sono decine di messaggi di spam con dentro questo testo:

I am buy facebook fan pages with and without publishing rights, if you have any pages please contact me at victorialinn@live.com with the number of fans you have and your asking price.

Insomma siamo di fronte a un network di spam a livello industriale, direi, e non dell’iniziativa di uno sfigato. Ah, dimenticavo di parlare del sito che ospita il concorso per vincere l’iPad.. Non ho letto nè le codizioni del concorso nè altro, ma qualcosa mi dice che chi vince l’iPad non lo vedrà mai. Non posso dire cosa penso realmente di questo concorso perchè se no mi scrive un avvocato. Comunque si tratta di una cosa gestita da Buongiorno S.p.A.

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Ma non è più “Think Different”?

Ora il motto di Apple è “Back to the Mac”. Già, “think different” è stato abilmente mandato in soffitta dato che nessuna delle due cose è più nella filosofia Apple.

Non c’è più il “think”, dato che anche sul nuovo OSX “Lion” ci sarà l’App Store. Avete capito bene:

“La prima novità riguarda l’introduzione del Mac App Store, un’applicazione stand-alone che sarà per Mac OS X quello che App Store è per i dispositivi iOS. Tramite il Mac App Store sarà possibile acquistare le applicazioni così come avviene con le app. Non sarà un’esclusiva di OS X 10.7 poiché sarà disponibile in 90 giorni (mentre la sottoscrizione delle applicazioni inizierà a novembre).” [via The Apple Lounge]

Quindi non dovremmo più fare la fatica di sceglierci le applicazioni: San Steve le avrà già scelte al posto nostro. Per fortuna a quanto pare la funzione sarà opzionale ma sono pronto a scommettere che nelle prossime release di OSX non sarà più possibile installare nulla che non venga dall’App Store “per la sicurezza degli utenti”.

Ovviamente i fanboy sono tutti entusiasti di questa bellissima e utile funzione, peccato che quando Microsoft semplicemente annunciò una cosa simile, il cosiddetto Trustworthy computing ed il sistema Palladium ci fu una vera e propria crociata anti-Microsoft in nome della privacy (personalmente anche la proposta Microsoft mi pare una cazzata ma tant’è..).

Ora però l’idea viene da San Steve da Cupertino, quindi è ottimafantasticafavolosageniale. Che sia la fine dell’open source su Mac? Sinceramente lo spero proprio: è quello che gli utonti si meritano.

Sulla scomparsa del “different” ovviamente c’è poco da dire, avendo una singola fonte di applicazioni, tutti tenderanno ad avere le stesse.

Com’è che l’antitrust americana indaga solo sulla presenza di Internet Explorer 8 in Windows Seven? Mah.

Io a questo punto direi che il motto migliore è “Mac in the back”. Poi fate voi.

>Ma non è più "Think Different"?

>Ora il motto di Apple è “Back to the Mac”. Già, “think different” è stato abilmente mandato in soffitta dato che nessuna delle due cose è più nella filosofia Apple. Non c’è più il “think”, dato che anche sul nuovo OSX “Lion” ci sarà l’App Store. Avete capito bene:

“La prima novità riguarda l’introduzione del Mac App Store, un’applicazione stand-alone che sarà per Mac OS X quello che App Store è per i dispositivi iOS. Tramite il Mac App Store sarà possibile acquistare le applicazioni così come avviene con le app. Non sarà un’esclusiva di OS X 10.7 poiché sarà disponibile in 90 giorni (mentre la sottoscrizione delle applicazioni inizierà a novembre).” [via The Apple Lounge]

Quindi non dovremmo più fare la fatica di sceglierci le applicazioni: San Steve le avrà già scelte al posto nostro. Per fortuna a quanto pare la funzione sarà opzionale ma sono pronto a scommettere che nelle prossime release di OSX non sarà più possibile installare nulla che non venga dall’App Store “per la sicurezza degli utenti”. Ovviamente i fanboy sono tutti entusiasti di questa bellissima e utile funzione, peccato che quando Microsoft semplicemente annunciò una cosa simile, il cosiddetto Trustworthy computing ed il sistema Palladium ci fu una vera e propria crociata anti-Microsoft in nome della privacy (personalmente anche la proposta Microsoft mi pare una cazzata ma tant’è..). Ora però l’idea viene da San Steve da Cupertino, quindi è ottimafantasticafavolosageniale. Che sia la fine dell’open source su Mac? Sinceramente lo spero proprio: è quello che gli utonti si meritano. Sulla scomparsa del “different” ovviamente c’è poco da dire, avendo una singola fonte di applicazioni, tutti tenderanno ad avere le stesse. Com’è che l’antitrust americana indaga solo sulla presenza di Internet Explorer 8 in Windows Seven? Mah. Io a questo punto direi che il motto migliore è “Mac in the back”. Poi fate voi.

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WoW patch 4.0.x – aggiornamento 21/10

[l’articolo è stato aggiornato]

Come tradizione Blizzard, prima di ogni espansione di WoW esce una pachidermica patch per mettere al pari i giocatori che eventualmente non l’acquistano, rendendoli in grado di giocare comunque nel resto del “mondo”.

Anche in WoW, come in molti MMORPG infatti il client locale contiene quasi tutti i contenuti del gioco medesimo (grafica, ecc) mentre il server si limita a tenere traccia della posizione relativa di giocatori ed altri elementi all’interno del “mondo”; questo purtroppo fa sì che i giocatori debbano scaricare dei file dal server se viene ad esempio fatto un aggiornamento grafico o di debugging o di altro tipo.

L’ultima patch ha introdotto un sacco di cambiamenti anche nel gameplay, apparentemente con l’intento di semplificare e rendere più lineare l’esperienza di gioco. Le più evidenti:

  • I talenti si sono dimezzati in numero e l’albero da cui selezionare le abilità s’è snellito e semplificato moltissimo.
  • Alcune classi sono state completamente riprogettate, ad esempio il Mago, ed è anche cambiato radicalmente il sistema di gestione dei Glifi e l’interfaccia dello Spellbook. Personalmente mi piaceva di più lo spellbook precedente.
  • Ci sono stati numerosi miglioramenti grafici, che hanno purtroppo provocato grossissimi problemi di gameplay: un sacco di gente, anche con schede grafiche high-end s’è trovata a dover giocare a 2, 3 fotogrammi al secondo, probabilmente per incompatibilità tra add-on di terze parti e il motore grafico. Questo costringe a fare a meno di questi add-on e quindi di tutte le personalizzazioni e scorciatoie per cui generalmente vengono usati.

Mi chiedo cosa aspetti la Blizzard ad implementare le funzioni degli add-on nel codice del gioco, dato che alcune sono già state inserite (ad esempio le “raid frames”) e di altre si sente decisamente la mancanza (countdown per gli incantesimi e i cooldown…).

Personalmente uso Carbonite, Healbot e OmniCC: i primi due funzionano perfettamente, il terzo non l’ho ancora installato, quindi non so.

Ci si vede su Azeroth 😉

Aggiornamento

I problemi di prestazioni continuano: ieri sera dopo un paio di minuti di “frame spikes” da 5 a 60 fps, una serie interminabile di disconnessioni forzate e un pò di volte in cui il client di WoW si riduce a icona da sè mi sono trovato a 0.2 fps. Senza Addon, dopo aver cancellato la cache e la cartella WTF. Siccome due giorni fa ho cambiato scheda grafica e poi rimesso la precedente la cosa potrebbe essere dovuta ai driver grafici installati malamente, quindi ho scaricato l’ultima versione (al momento, 260.89) dei driver nVidia dal sito, li ho installati e apparentemente la cosa si è risolta. Fino alla prossima patch 😦